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L’email marketing è davvero morto?

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L’email marketing è davvero morto?

Oppure è solo una falsa credenza?

È solo una falsa credenza.

Va detto subito, così possiamo parlare di come l’email marketing possa aiutare a far crescere il fatturato.

Ma prima, parliamo dell’email.

a. Cos’è l’ indirizzo email e perché era stata data per morta

L’email, non serve spiegarlo, è il nostro “numero di cellulare” online, che ci permette di essere rintracciati in ogni momento da tutte quelle aziende/persone a cui abbiamo affidato il nostro amato indirizzo di posta elettronica.

Per i più curiosi, lascio qui il link alla pagina di Wikipedia, che spiega in modo dettagliato la storia e le caratteristiche principali, che in questo articolo non ci interessano.

Ma per quale motivo l’email non era più considerata “valida” per il business?

Le ragioni sono principalmente tre:

  1. Lo spam;
  2. Il boom dei social network;
  3. Ben pochi le stavano utilizzando correttamente.

Ora andremo ad analizzarli singolarmente ma, credimi, non è una fatica inutile.

Capire questi tre punti vuol dire iniziare a comprendere come l’email possa essere un’arma in più per il proprio business.

Ma non perdiamo altro tempo…

1. Lo spam

Ancora oggi, quando si parla di email marketing, la nostra mente lo collega immediatamente ad una delle pratiche più fastidiose di tutto l’internet: lo spam.

Lo spam non è nient’altro che inviare continuamente a indirizzi email generici o sconosciuti messaggi sgradevoli e molto simili tra loro, al punto che per l’utente diventano indesiderati e non degni di attenzione.

Detto in parole semplici, io riesco a ottenere il tuo contatto e, senza che tu ne abbia mai fatto richiesta, ti bombardo di messaggi con ‘oggetti’ ambigui, truffaldini e ripetitivi.

Per fortuna, dopo il dilagare di questo fenomeno, sono stati creati dei filtri che permettono, tramite filtri automatici, di eliminare dalla nostra casella di posta quasi tutti i messaggi indesiderati e spostarli in una seziona a parte (detta appunto, spam).

Oltre a questo importantissimo lavoro, i server di posta ne fanno uno ancora più importante: mettono gli indirizzi da cui provengono queste email in blacklist.

Hai fatto il furbo? Hai cercato di truffare un utente? il 99,9% dei tuoi contatti non apre la tua newsletter? Continui a mandare messaggi di sconti o novità, che non danno valore aggiunto? Beh, ecco che finisci nella blacklist.

E uscirne non è semplice, credimi.

2. Il boom dei social network

A che serve avere l’indirizzo email delle persone quando sono su Facebook e hanno il like alla pagina dela nostra azienda?

Non serve a nulla.

Poi però accade che per raggiungere i propri utenti si inizi a pagare un po’ di più.

Poi la censura/segnalazione diventa più stringente.

Poi ci sono i down dei server, i più dolorosi. Perchè?

Perché ti ricordano che se Facebook, Instagram, Linkedin chiudono… tu i tuoi utenti non li raggiungi più. Mi correggo, i tuoi utenti. Perché se non puoi raggiungerli come vuoi, quando vuoi… beh forse non sono davvero tuoi, ma della piattaforma in cui ti trovi. Ma di questo ne parleremo in un prossimo articolo, che puoi trovare qui.

Torniamo all’email. Ti sarà quindi chiaro perché in un primo momento i social sembravano la soluzione definitiva. Perché erano gratis. Poi hanno mostrato i “muscoli” e gli imprenditori sono dovuti correre ai ripari.

3. Nessuno sapeva come utilizzare l’email marketing al meglio

Già. Difficile da ammettere, ma è la verità.

Tutte le aziende troppo impegnate a riempirti di offerte e promozioni, più che badare a dare valore al proprio utente che dava loro il contatto.

Negli anni passati le aziende erano diventate come alcune categorie di “amici”: si fanno sentire solo quando hanno bisogno.

Ottengono il risultato e spariscono.

E via così.

Puoi capire quanto fossero intenzionati gli utenti a ricevere questo tipo di aggiornamenti (che risultavano molto simili allo spamming). Così questo potentissimo canale di comunicazione rimaneva inutilizzato.

b. Come sfruttare al meglio l’email marketing 

Okay, abbiamo parlato di come l’email fosse considerata “secondaria” rispetto agli altri canali digital.

Ma come posso implementarla al meglio nella mia strategia?

Qualcosa abbiamo detto in questo articolo, in cui abbiamo descritto come digitalizzare la propria impresa.

Oggi scendiamo nei particolari, facendo un ragionamento attorno a questo pilastro:

“Dobbiamo dare valore ai nostri utenti”

Il cosa significhi è presto detto.

Vuol dire che dobbiamo metterci nei panni dei nostri clienti, potenziali e attuali, e capire quali contenuti vorrebbero trovare nella loro casella di posta.

Ma quali sono i contenuti richiesti più frequenti? Lo vediamo nei prossimi punti.

1. Maggiori informazioni sui nostri prodotti/servizi

Vogliono saperne di più sul nostro prodotto? Bene, inviamo loro qualche descrizione aggiuntiva oppure un pdf dettagliato in cui spieghiamo a fondo il funzionamento e l’utilizzo del nostro prodotto.

L’importante è creare contenuti validi e di valore per i nostri iscritti.

Così, avranno a loro disposizione tutto quello che serve.

2. Restare aggiornati (la newsletter)

Una delle più classiche strategie di email marketing: mantenere l’utente aggiornato sulle novità del settore e, perché no, della nostra azienda.

Attenzione, però!

Non bisogna essere asfissianti, ma solo presenti. Un aggiornamento al giorno può andare bene, 12 no. Ricordate sempre che l’utente potrebbe stancarsi e disiscriversi o, peggio, inserirvi nella casella spam.

3. Contenuti esclusivi

Eccoci al punto più interessante.

Tramite email potrete, in modo piuttosto semplice, condividere contenuti ESCLUSIVI per i vostri utenti che decidono di lasciarvi la loro email.

Ma perché dovreste farlo? Per diversi motivi.

Primo, creando valore per i vostri utenti li renderete davvero parte della vostra azienda e non si sentiranno solo più un bancomat per la vostra attività.

Secondo, le persone avranno la possibilità di conoscere le vostre competenze ed esperienza nel settore.

Terzo, avrete un bacino di email da cui attingere quando vorrete proporre un prodotto nuovo o sapere conoscere l’ opinione dei vostri clienti (od ottenere una recensione).

Quarto, avrete sempre a disposizione un canale per contattarli.

4. Strategia mista

Ovviamente, potete anche mescolare le strategie precedenti e creare il mix più adatto alla tua realtà e ai tuoi utenti (che restano sempre al centro). Per esempio puoi applicare il metodo 3 ogni settimana ma, ad intervalli regolari, ricordare eventi che si stanno organizzando o fiere di settore.

Il punto di partenza è sempre l’utente: cosa vuole leggere?

Rispondi a questa domanda e saprai come muoverti.

c. Come NON sfruttare al meglio l’email marketing

Ebbene, eccoci qui. Già ne abbiamo parlato negli scorsi punti ma per chiarezza e completezza, riporto qui i principali errori di chi fa email marketing.

  1. Fare spam;
  2. Voler vendere a tutti i costi, in ogni momento (non siete Amazon);
  3. Non tenere in considerazione gli utenti e i loro desideri;
  4. Riproporre contenuti che possono facilmente trovare altrove (eg. anziché linkare solo gli articoli di blog, iniziare a proporre qualcosa di diverso, lasciando un semplice link che rimandi in generale al blog).

Inoltre, su questo argomento, avevo già scritto un articolo sulle sviste e gli errori da evitare con le newsletter (ed evitare di finire in spam!), puoi recuperarlo cliccando qui. Così puoi avere una panoramica completa su ciò che va eliminato dalla tua strategia email.

d. Qualche consiglio per raccogliere le email

Prima di arrivare alla conclusione di questo articolo è necessario che tu sia a conoscenza del GDPR e delle sue implicazioni nell’email marketing.

Il GDPR è una normativa che riguarda la privacy dei dati personali su internet in cui, come puoi ben immaginare, c’è l’indirizzo email.

Ti lascio qui due link utili per aiutarti a comprendere in toto cosa sia il GDPR:

Cosa puoi fare tu per essere in regola?

Beh, semplicemente DEVI (perché di obblighi si parla) richiedere il contatto ai già iscritti e, per i nuovi, nel campo in cui inseriscono la propria email, aggiungere una spunta da barrare, come abbiamo fatto noi della GEM:

email normativa privacy

Ecco, così puoi farti un’idea.

e. Conclusione

Siamo arrivati al fondo di questo lungo articolo, in cui abbiamo parlato di email, strategie e consigli sul come sfruttarle al meglio.

Abbiamo visto i motivi per cui le email erano cadute nel “dimenticatoio“, poi qualche strategia (consideralo un regalo ;)) e infine le sviste da evitare.

Questa volta, ti lascio un compito importantissimo dopo che avrai finito di leggere questo articolo:

Ricordati di controllare che la tua email sia a norma con il GPDR!

Detto questo, non mi resta che salutarti e.. in bocca al lupo per il tuo business!

Alla prossima!

Ps. Vuoi leggere altri articoli sul web marketing? Visita il nostro blog!

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Di |2019-07-02T14:18:59+00:0023 aprile, 2019|Notizie, Web Marketing|0 Commenti

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