Può essere LinkedIn l’arma in più per la tua azienda?

In un articolo passato del blog, ho scritto una guida alla scelta del social network, per aiutare gli imprenditori e i professionisti come te a capire su quale social network farsi trovare dai propri clienti e come sfruttarli al meglio per questo scopo.

Oggi, proseguendo quell’argomento, ti parlerò di LinkedIn, il social network da tutti percepito come il più professionale attualmente esistente. Vedremo insieme come e perché sfruttarlo per la tua comunicazione web, anche in senso lato (quindi al di fuori della tua strategia principale).

Ma, come sempre, facciamo un passo per volta.

Innanzitutto: sai già perché i social media possono aiutarti nella tua comunicazione? Se la risposta è si, allora prosegui nella lettura. Se la risposta è no, ti consiglio di recuperati prima quest’articolo: i social media e la comunicazione aziendale.

Detto questo, iniziamo!

 

a. Cos’è LinkedIn e come funziona?

1. Storia e Scopo

LinkedIn nasce nasce ufficialmente nel 2002, con lo scopo di mettere in contatto aziende e chi ricerca lavoro

Ogni utente può iscriversi alla piattaforma, inserire i propri dati (personali, capacità ed esperienze lavorative). La piattaforma social ha permesso alle aziende di cercare personale senza dover chiedere aiuto ad esterni, dato che le persone che sono alla ricerca di lavoro possono consultare le offerte di lavoro aperte ogni giorno dalle aziende iscritte al social network. Infine viene acquistato da Microsoft per 26 miliardi di dollari ed al momento conta circa 700 milioni di utenti iscritti.

2. L’evoluzione

Come hai potuto leggere, LinkedIn nasce prima di tutto per sostituirsi alle agenzie interinali e creare un contatto diretto tra aziende e chi ricerca lavoro.

Se mi limitassi a dirti quest’informazione, ti starei facendo andare fuori strada e, probabilmente, chiudere l’articolo.

Perché una Web Agency come la GEM Communication dovrebbe occuparsi di ricerca del personale? Giusta osservazione.

Infatti, lo scopo di LinkedIn è cambiato nel tempo o meglio, si è evoluto: infatti è ancora possibile cercare lavoro e candidarsi alle diverse offerte presenti (così come è possibile crearne) MA, in aggiunta, gli utenti hanno cominciato a creare dei loro contenuti, scrivendo articoli e opinioni, interagendo e rendendo il social più legato alla creazione di un brand (aziendale/personale) piuttosto che esclusivamente per cercare lavoro.

 

b. Utilizzare il Profilo aziendale o il profilo dell’imprenditore?

Capito che ormai LinkedIn è diventata una piattaforma di condivisione e di creazione contenuti (come gli altri social) ma di tipo più professionale, è il momento di chiedersi: Meglio il profilo aziendale (come se fosse una pagina Facebook) oppure postare sul proprio profilo personale?

La risposta è: DIPENDE da caso a caso, ma voglio comunque darti qualche indicazione utile.

 

1. Se sei un imprenditore di una Piccola impresa di servizi, è meglio il tuo profilo personale

Immagina il caso di un idraulico, elettricista, consulente, etc.: le persone si rivolgono a TE per la tua abilità e si fidano di TE. Poco importa se ti presenti come azienda x o p.iva, loro vogliono te. Di conseguenza è bene lavorare sul proprio brand personale, sfruttando le connessioni su LinkedIn (alias gli amici su Facebook).

Per piccole realtà, vale lo stesso discorso: non è tanto il nome dell’azienda a dare la sensazione di qualità, ma è la tua persona a fare la differenza. Nessuno può sostituirti!

 

2. In linea di massima, il profilo aziendale serve per le aziende con un team piuttosto grande

In aziende più grandi, invece, il nome dell’azienda comincia a fare la differenza. Se hai 50 dipendenti, non è credibile che tu possa svolgere tutto il lavoro al posto loro (altrimenti perché li avresti assunti?): la tua persona resta al centro, ma i tuoi clienti vogliono avere la certezza che, con qualunque dei 50 dipendenti loro interagiscano, riusciranno a vedersi il loro problema risolto.

Per questo motivo sarebbe meglio pubblicare contenuti sul profilo dell’azienda.

 

3. Puoi suddividere i contenuti tra pagina e profilo

I primi due punti dovrebbero essere, più che una legge matematica da rispettare sempre e comunque, uno spunto di riflessione per il tuo business e per capire in che direzione procedere per la creazione di contenuti.

Ciò non significa che devi prendere una sola strada: a seconda dello scopo per cui usi LinkedIn (lo vedremo dopo), potresti valutare contenuto per contenuto sul dove postarlo.

Un articolo di blog può stare bene sia sul tuo profilo aziendale che personale! Se però dovessi avere già due aziende (magari in due settori molto diversi) da gestire… forse sarebbe meglio gestire separatamente i due business.

 

4. Dipende dallo scopo

Eccoci, come promesso, all’ultimo spunto: per quale motivo usi LinkedIn? Se la riposta è trovare nuovi collaboratori allora… non si scappa, bisogna utilizzare la pagina aziendale (anche perché hai degli strumenti talmente precisi ed utili da far invidia a qualunque sistema di recruiting…) e, sempre per questo motivo, dovresti lavorare alla creazione dei contenuti per raccontare la tua azienda e cercare di attirare i migliori talenti sul mercato. Fondamentalmente devi chiederti: perché una persona dovrebbe voler lavorare da me se non mi conosce?

Oppure, se lo scopo è attirare nuovi clienti per i tuoi servizi, potresti pensare di diventare tu stesso l’immagine aziendale e “metterci tu la faccia” sul social, creando i contenuti direttamente sul tuo profilo.

 

c. Creare contenuti su LinkedIn

Eccoci al punto in cui vedremo cosa si può postare su LinkedIn e, per spiegarlo meglio, analizzeremo separatamente le due principali tipologie di aziende: B2B e B2C.

Piccola nota prima di iniziare: non parlerò dell’aspetto ricerca del personale dato che ne abbiamo già parlato prima: lo scopo è sempre lo stesso, far conoscere e interessare le persone alla tua attività.

1. Contenuti nel B2B

Partiamo dal B2B, che è più facile.

LinkedIn nasce per il B2B, inutile negarlo. Perciò hai l’enorme occasione di poter attirare nuovi clienti tramite il content marketing e raccontando di cosa si occupa e come (fondamentale!) la tua azienda risolve i problemi della tua clientela. Potrebbe essere il caso di creare dei case study per “ingolosire” eventuali curiosi e spingerli a mettersi in contatto con te per un eventuale preventivo.

Cerca, ovviamente, di non essere troppo autoreferenziale e troppo venditore: le persone apprezzano i contenuti di valore, non le marchette di bassa qualità.

Dai valore alla persone e loro si avvicineranno a te e alla tua azienda!

2. Contenuti nel B2C

Il B2C, su LinkedIn, è più complesso da gestire: i tuoi potenziali clienti non si trovano su LinkedIn ma su Facebook, Instagram, sui blog a trovare informazioni e a leggere le tue recensioni.

C’è però un piccolo trucchetto che puoi utilizzare: creando un brand forte e apprezzato, avrai la possibilità di costruirti una forte reputazione, diventando poco per volta il punto di riferimento del tuo settore.

Sì, anche dei tuoi competitor!

Se crei contenuti di spessore, attirerai professionisti di spessore che potrebbero cominciare a far girare il tuo nome nella loro cerchia di conoscenti: è un passaparola indiretto e difficile da tracciare (non avrai mai la certezza di sapere se i clienti arrivano proprio da qui) ma è un lavoro continuo e di qualità, che mette un muro di distanza tra i tuoi contenuti e le aziende concorrenti.

 

d. Conclusione

Bene, eccoci alla conclusione di questo articolo. Oggi abbiamo visto:

  •  Come funziona LinkedIn e perché è utilizzato dai professionisti;
  • Su quale profilo creare contenuti;
  • Quali contenuti creare (nel B2B e nel B2C).

Bene, direi che abbiamo detto tutto!

Ti ricordo che, per altri articoli come questo, puoi visitare il blog della GEM Communication, con guide e approfondimenti sul mondo del Web Marketing!

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Alla prossima

 

 

 

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