Come creare una community attorno alla tua azienda?

persone che si scambiano pareri

Ecco come un gruppo di affezionati può fare la differenza nella tua attività

Sempre di più, nel mondo del web marketing, si sente parlare di “Community” o di “persone affezionate” ad un’azienda e di come questo gruppo di persone sia fondamentale per la tua attività.

Ecco come un gruppo di affezionati può fare la differenza nella tua attività

Sempre di più, nel mondo del web marketing, si sente parlare di “Community” o di “persone affezionate” ad un’azienda e di come questo gruppo di persone sia fondamentale per la tua attività.

È vero oppure si tratta di un “mito”? E – nel caso – come si può creare questa community?

Oggi parleremo proprio di questo!

Da dove nasce questa filosofia della community?

Uno dei primi testi in cui si legge questa “teoria” non si trova nel marketing ma in un libro di business: “1000 true fan” in cui l’autore, Kevin Kelly, afferma un concetto semplice quanto potente:

Bastano 1000 clienti che pagano 1000 € l’anno ciascuno per fatturare 1 milione di euro l’anno. Spesso le aziende si focalizzano troppo sull’acquisire costantemente nuovi clienti, dimenticandosi che il loro vero valore arriva da chi ha già acquistato da loro“.

1000 x 1000 – insomma. Certo, non va presa come una regola rigida, ma come un’indicazione: una community affezionata può essere la chiave di volta per il tuo business.

Ma questo articolo non è fatto per venderti un “sogno” o uno strampalato consiglio di business – ma suscitare una riflessione sulla tua attività.

Se una persona ha già acquistato da te (e ha avuto un’esperienza positiva con i tuoi prodotti/servizi) perché non dovrebbe comprare di nuovo da te?

Esempio: negozio di abbigliamento.

Un cliente ha acquistato nel tuo negozio un paio di pantaloni ed è rimasto molto soddisfatto sia del prodotto che del trattamento che ha ricevuto. Quante sono le probabilità che questa persona torni a comprare di nuovo? Tante.

D’altronde:

  • Già ti conosce;
  • Si è trovato bene;
  • Ha trovato ottimi i tuoi prodotti/servizi.

Non è più facile piuttosto che far acquistare da zero un’altra persona? In quel caso dovresti…

  • Farti conoscere;
  • Farti scegliere (rispetto ai tuoi concorrenti);
  • Assicurarti che si trovi bene con i tuoi prodotti/servizi.

Insomma, un funnel da costruire da zero. Non sai cos’è un funnel? Qui trovi un intero corso gratuito sull’argomento.

Insomma – il vantaggio di risparmiare tempo e denaro per convincere da nuovo una persona anziché far acquistare da zero e ripercorrere tutto il funnel.

Ma una community non serve solo per vendere!

È un modo per mantenere una relazione con i propri clienti – e aiutarli in tempo reale. Immagina poter mantenere una connessione continua, in cui la tua azienda è sempre presente nella vita dei tuoi clienti. Un bel vantaggio, no?

Ovviamente esistono vari livelli di community

Non tutti vorranno avere un legame stretto con te. Si accontenteranno di comprare e, alla bisogna, di tornare a comprare chiedendoti un consiglio.

Altri vorranno informazioni e staranno in contatto con te.

Altri ti consiglieranno agli amici, diventando un “commerciale” per la tua azienda!

Ma questo non puoi stabilirlo tu.

Certo, il tuo compito è quello di realizzare una community più folta possibile, ma non puoi obbligare le persone a stare nel tuo gruppo Facebook. O a commentare ogni post. O a leggere 3,4,5 volte la tua newsletter e condividerla agli amici.

Perché ogni persona è diversa. Ed è solo lei a decidere “quanto” vuole stare in contatto con te. E anche lo stesso individuo ha diversi livelli di relazione con aziende diverse.

Alcune vorrà vederle tutti i giorni, iscrivendosi ad ogni canale possibile e immaginabile.

Altre, su sua esigenza: voglio comprare da loro, ma nulla di più.

Come al solito, dipende dai casi. Non puoi che testare e analizzare le statistiche delle tue operazioni!

Ma allora, come si crea una community?

0. Fissa i tuoi obiettivi e stabilisci una strategia

Se hai già letto almeno un articolo qui sul nostro blog sai quanto insistiamo sulla fase di pianificazione e strategia. No, non è perché siamo pigri.

Ma perché impostare bene il lavoro risparmia tanto tempo e fatica (= soldi buttati).

Vedila come la costruzione di una casa: quanto tempo è dedicato alla scelta del terreno, alla creazione del progetto di un architetto e a poggiare le fondamenta? Ecco, la stessa cosa avviene nel digitale – anche se non c’è nulla di “fisico”.

La strategia ti evita il problema di costruire il tetto e rendersi conto si è dimenticati di costruire un “pezzo di casa”!

La strategia cammina insieme agli obiettivi che vuoi raggiungere – per forza di cose. Se non sai quali sono i tuoi obiettivi, non saprai nemmeno come raggiungerli.
Se non sai quale montagna vuoi raggiungere… come farai a scegliere il sentiero giusto? Andrai a casaccio. Ecco, meglio evitare – sia in montagna sia nel mondo imprenditoriale (non solo marketing).

Perciò – anche se si parla di web – prendi carta e penna per mettere nero su bianco gli obiettivi che ti prefiggi e che sono strettamente legati al tuo business.

Pensa al mercato in cui stai per inserirti e decidi il tuo posizionamento. Potrai creare la tua community proprio intorno ai tuoi obiettivi. Ad esempio, potresti voler creare una community che diventi il punto di riferimento per tutti gli appassionati del tuo settore.

Analizzato ciò, passiamo alla prossima fase.

a. Scegli il canale adatto

Parliamoci chiaro. Con il digitale sono nate tantissime opportunità. Talmente numerose che… si rischia un gran mal di testa a decidere che fare!

Perciò, il tuo primo lavoro è… cancellare. Ma cancellare che?

Dove “si trova” il tuo target?

Cancellare, dicevamo. Sì perché questo è un processo ad esclusione. In un altro articolo (questo) ho elencato un gran numero di social. Ma per fortuna (tua e nostra) non tutti servono alla tua attività. Infatti ti basterà capire su quale piattaforma si trovano i tuoi utenti e farti trovare lì.

Ovviamente sto parlando di luoghi virtuali, ma non solo (ci torneremo dopo). Alcuni esempi potrebbero essere:

Insomma, questi sono gli esempi principali che potresti seguire. Nulla ti vieta di provare, testare, analizzare i risultati e, nel caso, cambiare canale.

Per esempio – noi della GEM abbiamo una community sul gruppo Facebook… ma non stiamo ottenendo i risultati che ci siamo prefissati. Il nostro obiettivo è avere una community (fa parte della nostra strategia) ma lo strumento è sbagliato.

Quindi stiamo riflettendo su quale altro canale potrebbe essere utile per la nostra attività. Un canale Telegram? Oppure una newsletter dedicata?

Valuteremo e faremo dei test. Poi, come al solito, analizzeremo i risultati.

È l’unica strada per avere successo!

Andiamo offline?

Una possibile alternativa – se chi ti segue è disponibile – è organizzare degli eventi fisici per sfruttare l’occasione di incontrarsi di persona. È la forza del networking, un momento di scambio non solo tra te e loro, ma anche fra i membri della tua community.

Si rafforzerà sicuramente il loro senso di appartenenza e di legame con la tua attività.

Però, resta una domanda a cui dare risposta, la più importante.

b. Perché dovrebbero seguirti?

Oggi parliamo di community e perciò ci concentreremo su questo aspetto, però… pensaci. Non vale solo per questo argomento ma per tutto il marketing.

Perché una persona dovrebbe dedicare la sua attenzione alla tua attività? Il marketing è un gioco di attenzione – perché solo se le persone dedicano qualche istante della loro giornata alla tua attività – allora potrai vendere.

Ma allora che raccontiamo a queste persone per attirarle verso la nostra community?

Beh, il primo consiglio è sicuramente evitare l’effetto call center. Ecco, se dà fastidio a te, perché dovrebbe far piacere a qualcun altro? Ricordiamoci sempre che dall’altra parte (dello schermo o della stretta di mano) c’è una persona come te.

Perciò, non partire dal prodotto/servizio che vuoi offrire. Parti dai valori: in cosa credi?

Per esempio, per noi della GEM, la community ruota attorno ad un valore: non vogliamo fare i “guru” o i “professori” ma condividere una spunti di riflessioni e “cose” che ci capitano ogni giorno in azienda.

E per questo motivo la nostra community non è composta di altri professionisti del settore (qualcuno c’è, ovviamente) ma di aziende e imprenditori che nella vita fanno… altro e vogliono imparare di più, spesso per delegare a qualcuno di interno (o esterno) il loro marketing ma con maggiore consapevolezza.

Ma per te potrebbe essere il valore dell’energia rinnovabile (perché sei un’azienda di quel settore) e vuoi attirare a te i privati che condividono il valore della sostenibilità.

Occhio al dettaglio!

L’errore (insieme alla vendita continua) che alcune aziende commettono è scegliere un argomento scollegato dalla loro attività. Per esempio, basare una community sul tema del “Bricolage quando si occupano di “marketing”. Capisci anche tu che, quando qualcuno della community alzerà la mano chiedendoti una consulenza, tu non potrai aiutarlo.

Perciò, questa community diventa un luogo di ritrovo attorno ad un hobby dell’imprenditore ma non uno strumento professionale.

Sarà popolata? Sicuramente.

Sarà attiva? Sicuramente.

È una community? Certo.

Porterà dei risultati all’azienda? No.

E quindi bisogna apportare dei cambiamenti, per permetterti di raggiungere i tuoi obiettivi (che abbiamo fissato nel punto #0).

E ora?

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo, in cui abbiamo approfondito l’argomento community e condividendo anche qualche riflessione (della nostra esperienza!) concreta per darti qualche strumento da applicare immediatamente.

Ora non ti resta che applicare ciò che hai letto e… buon lavoro con la creazione della tua community!

ps. Vorresti creare la tua community ma hai ancora qualche dubbio sull’argomento o sullo strumento migliore da utilizzare? Clicca il bottone qui sotto e ti aiuteremo a costruire un gruppo affezionato di persone attorno alla tua attività!

 

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