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La ricerca vocale farà cambiare i contenuti sui siti web?

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La ricerca vocale farà cambiare i contenuti sui siti web?

Come scrivere dei contenuti a prova di ricerca vocale

La ricerca vocale è ormai una realtà consolidata e, stando alle statistiche, è un fenomeno in forte crescita, più veloce addirittura dell’utilizzo degli smartphone.

Non è difficile prevedere, perciò, che nel giro di qualche anno gran parte delle ricerche su Google sarà fatto tramite voce.

Ma questo fenomeno come influenza i contenuti dei siti web? Perché capita?

E, soprattutto, come creare dei contenuti a prova di ricerca vocale?

Oggi risponderemo a queste tre domande, una per volta.

a. La ricerca vocale: cos’è?

la ricerca vocale è, banalmente, l’utilizzo della voce per fare delle ricerche su Google. Queste ricerche possono essere fatte tramite assistenti vocali (Alexa, Google Home) oppure dal nostro smartphone, come se facessimo un audio su Whatsapp ai nostri amici.

Nient’altro.

Eppure dietro questa apparente semplicità si nasconde una montagna di elementi da gestire e di possibili problematiche.

Ne parlo nel prossimo punto.

b. Come influenza i contenuti?

La ricerca vocale, ovviamente, non cambia i contenuti già scritti e preparati ma influenza il modo in cui scriveremo i prossimi.

Essendo un sistema tramite voce non abbiamo la “fatica” di dover digitare le query di ricerca a mano pigiando sullo schermo di uno smartphone. Oppure siamo impegnati a fare altro e non possiamo scrivere e mantenere lo sguardo sullo smartphone ma abbiamo urgente bisogno di un’informazione.

Perciò parliamo. E come sappiamo bene, parlare è meno faticoso di scrivere.

Quindi diamo più input a Google, che deve analizzarli in brevissimo tempo e darci una risposta.

Ma dare più input in una ricerca significa dare più parole chiave quindi più termini di ricerca.

– Esempio

Facciamo un esempio pratico, così da chiarire.

Ho un sito su cui sto cercando di pubblicizzare un appartamento a Torino che intendo affittare.

Sul sito darò le informazioni essenziali: “appartamento Torino, zona centro, trilocale, etc.

Questo poteva andare bene prima, dato che le persone, cercando un appartamento a Torino avrebbero digitato: “Appartamento Torino“; “Affitto appartamento Torino centro” ; “Appartamento Torino affitto” e simili.

Ora però, con la ricerca vocale, le persone daranno più input: “Cerco appartamento Torino in zona centro, almeno trilocale, in affitto tra i 300 e i 500€, con bagno ristrutturato…“.

Vedi?

Siamo decisamente più precisi dal momento in cui ci viene tolto lo sforzo di scrivere. Tutte le informazioni, anche le più specifiche, vengono date subito e abbiamo termini di ricerca più stringenti e che ci permettano di risparmiare molto più tempo.

Ovviamente anche con la ricerca scritta avremmo fatto tutte queste analisi, ma solo in un secondo momento, dopo aver iniziato a navigare su ricerche più generiche. Infatti la media di parole digitate è di 3-5  parole. Ora conta le parole della ricerca vocale.

Avrai intuito che, per far contente le persone alla ricerca di un appartamento, dovrai dare “in pasto” a Google molti più dati e molto più precisi, cosicché possa organizzarli e presentarli agli utenti.

E qui arriviamo alla terza domanda dell’introduzione, cioé:

c. Come scrivere dei contenuti a prova di ricerca vocale?

La risposta è semplice ma non facile, per diversi motivi.

– Semplice

Dobbiamo scrivere di più, dobbiamo immergerci completamente nella figura dell’utente e capire davvero cosa sta cercando e come soddisfare questa sua curiosità.
Anche le immagini, non vanno solo mostrate ma commentate approfonditamente perché, di nuovo, più contenuti significa più dati analizzati da Google e che può mostrare agli utenti.

– Non facile

Capire esattamente cosa stanno cercando gli utenti non è per nulla facile, come non è facile descrivere minuziosamente ogni dettaglio, anche quelli che riteniamo poco importanti o banali.

Per questo ho detto semplice ma non facile: in teoria non è nulla di complesso (si tratta solamente di scrivere contenuti), la vera difficoltà arriva al momento dell’applicazione pratica.

Perché, in fin dei conti il vero centro è l’utente: non è Google a essere “cattivo” e a non mostrarci agli utenti, ma siamo noi che probabilmente non abbiamo fornito tutte le informazioni minime e necessarie per essere prese in considerazione.

Un esempio facilissimo: se metto in vendita una casa a Cuneo, ma non scrivo che si trova a CuneoCome può Google sapere dove si trova? A quel punto preferirà mostrare agli utenti case che ha la certezza che siano in vendita a Cuneo, ma come fa a saperlo?

Semplice, è stato scritto sul sito o sulla scheda specifica.

Capito vero?

Siamo sempre noi a dare le informazioni a Google, e non dobbiamo essere tirchi quando lo facciamo.

d. Conclusione

Sono arrivato alla fine di questo argomento e quindi dell’articolo.

Abbiamo visto come funzionano le ricerche vocali e come impostare i nostri contenuti per essere i più apprezzati da Google e, soprattutto, dagli utenti (sono loro che fanno le ricerche, alla fine dei conti).

Se questo articolo ti è stato utile ti ricordo che sul nostro blog della GEM Communication puoi trovare altri articoli/guide totalmente gratuite!

Buon lavoro (nello scrivere contenuti)!

Vuoi capire di più sul web marketing
Di |2019-09-02T11:31:13+00:002 settembre, 2019|Web Marketing|0 Commenti

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