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Consigli base SEO, lezione 3: I link

//Consigli base SEO, lezione 3: I link

Consigli base SEO, lezione 3: I link

Quanto sono importanti i link? Perché lo sono?

Siamo arrivati alla terza lezione del corso base sulla SEO: i link.

Rispondiamo subito alla domanda del titolo: Sì sono importanti, estremamente importanti. Talmente importanti che il Sig. Google ha rilasciato, nel 2012, un INTERO ALGORITMO, dedicato alla gestione e alla verifica della qualità dei link.

È un argomento lungo e sicuramente complesso, ma dato che questo è un corso base… Ci concentreremo solo sugli aspetti più importanti e fondamentali, quelli necessari ai “non addetti ai lavori” per capirne di più.

Qui sotto il video su Youtube realizzato da Gabriele Polla (chi siamo) e sotto il testo, che ti tornerà utile per fissare i concetti principali di quello che hai visto.

a. Introduzione all’argomento

1. Innanzitutto, che cos’è un link?

La parola link in inglese significa collegamento e, di conseguenza, i link sono dei collegamenti tra “parti diverse” della rete: esatto, queste parti diverse sono i siti web.

Se un sito ha un link che rimanda al mio non significa solo che siamo collegati ma il link sottolinea il fatto che il mio sito sia “degno” di essere linkato.

2. Perché sono importanti?

Ecco perché sono così importanti: se un sito importante (come testate giornalistiche, blog famosi nel settore) ti linka… vuol dire che ritiene che quella pagina è molto valida. Quindi i SUOI utenti, cliccando, si sposteranno sul TUO sito.

Ed ecco che quel collegamento genera traffico al tuo sito.

Ed ecco che, se le persone ritengono valido quel contenuto (e solo le persone che visitano la pagina possono dirlo, non un algoritmo) allora Google farà crescere il mio ranking (la posizione nei risultati di ricerca).

3. Pratiche link proibite da Google e l’algoritmo Penguin

Ed è qui che nascono le truffe: Posso creare una pagina con mille link che mandano tutte le mie pagine eNO il tuo sito non crescerà, anzi. Verrà penalizzato. Perché? Per quel famoso algoritmo Penguin del 2012.

Il suo compito è: trovare i link al nostro sito -> analizzarli (provenienza, pertinenza dell’argomento, etc.) -> stabilire se sono spam (e se sono stati ricevuti in cambio di denaro o con uno scambio reciproco) -> penalizzarli / verificarne la bontà.

Questo, in estrema sintesi, è il funzionamento di Penguin.

– Ma perché queste pagine riempite di spam non sono valide?

Queste pagine, definite “link farm“, non sono ben viste (per usare un eufemismo) da Google perché non risolvono un problema dell’utente. Quante volte troveremmo utile una pagina del genere? Nessuna.

Era un metodo del passato, ora proibito e penalizzato.

Google aggiorna costantemente i suoi algoritmi e queste pratichefinte” (definite “black-hat”) sono sempre più segnalate e penalizzate.

Perciò non farlo!

È molto meglio pensare le pagine sulla base del: “Questo contenuto serve a qualcuno? Potrà essere utile per aiutare una persona?” Se la risposta è sì, allora sei tranquillo.

Ti lascio un articolo sui blog aziendali, utile per approfondire questo discorso.

2. Entriamo nel vivo dell’articolo

Lasciando da perdere il discorso algoritmi/penalizzazioni/etc., discorsi per gli esperti SEO, oggi ci concentreremo sul come creare dei link utili, quali tipologie esistano e come utilizzarli per i nostri obiettivi.

Iniziamo!

a. I link utili

Prima abbiamo parlato di pratiche SEO proibite, ma ora vediamo un esempio positivo.

Es. Stiamo guardando un video su Youtube in cui si spiega come preparare un minestrone, illustrandone i passaggi e le tempistiche. Alla fine del video però, ci rendiamo conto che non ha parlato di dosi (dato che variano dal numero di persone/dalla quantità che vogliamo prepararne) ma, per sopperire a questa mancanza, c’è un link ad un articolo (o ad un altro video) in cui ci viene spiegato l’argomentodosi per il minestrone“.

È un collegamento giusto, pertinente e molto utile per l’utente.

È un link utile e considerato buono da Google e dagli utenti.

Ed è così che si deve fare quando pensiamo di collegare un nostro contenuto ad un altro.

b. Quali tipologie di link esistono?

Esistono due principali tipologie di collegamenti: i link interni al sito ed esterni.

Vediamo insieme cosa sono.

–  Link esterni

Sono i collegamenti più facilmente intuibili: trovo un contenuto complementare al mio, ritengo che sia utile che i miei utenti lo vedano, creo un link. Quindi le persone, per vederlo, dovranno uscire dal mio sito ed entrare nel sito linkato.

Ossia, sto spostando traffico in favore di quel sito, perché ritengo che le persone troveranno importante avere anche quel punto di vista o quell’approfondimento.

– Link interni

Non solo dall’esterno all’interno (o viceversa); i link possono essere anche interno -> interno, ossia vogliamo che le persone, dopo aver visto una certa pagina, ne vedano un’altra.

Possiamolinkare il nostro Blog oppure il nostro canale Youtube, fornendo così una panoramica completa del nostro sito/ dei nostri social.

Magari abbiamo descritto un servizio che proponiamo sulla Homepage e, siccome intendiamo approfondirlo, gli dedichiamo un articolo di blog. A quel punto colleghiamo l’articolo con la Homepage e… Il gioco è fatto!

3. Conclusione e prossima lezione

Dobbiamo vedere il nostro sito come un laghetto: I link sono i ruscelli. Tanto più ruscelli e quanto più questi ruscelli sono grandi più il nostro lago crescerà e potrà permetterci di essere notati anche da altre persone.

Assicurati, però, che l’acqua che arriva da questi ruscelli sia buona e fresca, altrimenti… avrai solo uno stagno!

Ci vediamo alla prossima lezione! Puoi andarci subito cliccando qui!

Vuoi vedere la prima lezione? Ecco a te l‘inizio del corso sulla SEO.

Vuoi capire di più sul web marketing
Di |2019-09-10T10:55:44+00:0026 agosto, 2019|Corsi di Web Marketing|0 Commenti

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