Il piano di marketing non è un noioso esercizio teorico ma uno strumento molto utile!

Negli ultimi due articoli dedicati al piano di marketing abbiamo visto:

Ti ho ripetuto più e più volte quanto sia importante per una qualunque attività (professionale o imprenditoriale) realizzarne uno.

Non vorrei, però, che pensassi che si tratta di un semplice esercizio teorico (realizzato da qualche web agency annoiata) o sia utile solo per le multinazionali: nulla di più falso!

Chiunque (sì anche persone private, per esempio chi è alla ricerca di un lavoro) può sfruttarlo al meglio. Se lo realizza nel giusto modo (come? Lo puoi scoprire qui!). Non è l’argomento del giorno, perciò andiamo avanti.

Oggi voglio raccontarti di 2 piani di marketing realizzati da noi della GEM Communication, per i nostri clienti.

a. GE.S.A.C. – Gestione Servizi Acli Cuneese

La Ge.s.a.c. è una società cooperativa nata come impresa sociale per le ACLI cuneesi. Lavora in diversi settori come la ristorazione, le pulizie e sanificazioni e i servizi socio-assistenziali.

Le loro richieste erano le seguenti:

  1. Innazitutto, un nuovo sito web per poter raccontare chi fossero e di cosa si occupassero in occasione dei 30 anni di attività come cooperativa social;
  2. Poi, un nuovo piano di comunicazione per raccontare la loro realtà.

“Ma se il sito è uno strumento e fa parte del piano di comunicazione… perché dividere questi due punti?

Esatto. Ottima domanda. Perché?

Il sito e i social sono ciò che chiunque può vedere

La richiesta specifica del sito (o dei social) non è strana: imprenditori e professionisti ce li richiedono spesso.

Il sito e i social sono sì il punto di arrivo del piano di comunicazione ma… sono ciò che le persone vedono!

Mi spiego meglio.

Chiunque utilizza internet ha spesso a che fare con siti web di aziende e social network (dove compaiono le pubblicità) ed è naturale pensare che basti usare questi due strumenti per fare marketing. Sì, ma non solo.

Ovviamente, l’utente finale non vede la fase di pianificazione, la strategia, la suddivisione dei ruoli, l’analisi delle buyer personas o simili. Vede solo il punto di arrivo: una comunicazione adatta a lui, tramite sito social.

Ma non tutto ciò che viene prima!

Ecco perché le ho divise: perché mi ha dato l’opportunità di raccontarti di un retroscena del nostro lavoro.

Ora parliamo del piano di comunicazione…

La realizzazione del piano di comunicazione

Bene, ora è il momento di sporcarsi le mani.

1. Analisi della situazione di partenza:

L’analisi di partenza è stata piuttosto semplice: i social non erano ancora stati utilizzati e il sito web era realizzato con logiche di web design non più adatte per l’utente internet di oggi (prima del nostro arrivo l’ultima modifica al sito risaliva ai primi anni Duemila). Di conseguenza la cooperativa era sconosciuta ai più e, di conseguenza, non potevano essere contattati se non tramite le ACLI.

Era il momento di cambiare!

2. Obiettivi:

Il principale obiettivo della Ge.s.a.c. non era ottenere nuovi clienti: volevano farsi conoscere e volevano uno stile unico di comunicazione (LINKK).

Che significa?

Che non volevano più essere sconosciuti alle persone della provincia di Cuneo (area di loro interesse, dato che offrono i loro servizi in questa zona) e, soprattutto, non volevano comunicare ed essere riconosciuti tramite gli stereotipi di una cooperativa sociale qualunque – volevano lavorare sulla loro identità, raccontandola online.

Ora passiamo alla strategia.

3. Strategia:

Per arrivare a quegli obiettivi, tutto il lavoro si è concentrato su due strumenti: il sito web e il canale Youtube.

Il perché del sito web è intuitivo: un professionista, un’azienda o una persona con qualcosa da dire (sì, molti siti web sono di appassionati in qualche ambito) ha bisogno di un sito web. È la tua casa – dove comandi tu e dove puoi comunicare come meglio credi, senza restrizioni delle piattaforme.

Non voglio spaventarti: con “restrizioni” intendo dire che sui social le sezioni da completare sono standard per tutti (infatti abbiamo realizzato una guida passo passo). Invece il sito può essere diverso, dato che non c’è nessuna regola (se non qualche suggerimento per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca).

E se ti ricordi, fin da subito era una loro richiesta motivata dall’arretratezza di quello precedente.

Ma perché Youtube?

I video sono uno strumento potentissimo per comunicare con le persone ed entrare in empatia con loro: possono vederti e sentirti parlare.
Così, l’unico modo per distaccarci dagli stereotipi della comunicazione delle cooperative (sfruttando la leva della pena e del buonismo) era quello di raccontare GE.S.A.C. e, soprattutto, raccontare l’immensa organizzazione che c’è dietro all’aiuto della persona – compresi gli operatori stessi!

Grazie a questi due canali si possono intercettare i target che la cooperativa si era prefissata di raggiungere:

  1. I loro dipendenti: soprattutto se appena assunti, era necessario un portale per far capire a pieno GE.S.A.C. e la sua mission;
  2. Dirigenti di azienda e di strutture socio-assistenziali: sono i clienti principali della GE.S.A.C. Per queste persone è importante conoscere la storia, le persone e la professionalità della cooperativa per potersi “fidare” e iniziare a usufruire dei servizi offerti;
  3. Potenziali nuovi collaboratori: il sito deve riuscire a comunicare di cosa si occupi GE.S.A.C., la sua professionalità e la sua storia, per far smuovere potenziali collaboratori a candidarsi tramite CV o lasciando un contatto;
  4. Fruitori dei self service: lavorando anche con i self- service, GE.S.A.C. entra in contatto con moltissimi cittadini, che potrebbero non sapere chi sia o che esista una cooperativa sociale dietro queste attività. È importante per loro conoscere la cooperativa e gli standard di qualità dei pasti offerti.

4. Piano Operativo:

Il piano operativo è la semplice applicazione di tutto quello che ci siamo detti finora. Per mantenere la coerenza con i punti precedenti, ho diviso in due sezioni l’operatività: Sito e Canale Youtube.

Il sito web

Quattro target dicevamo. Come realizzare un sito web che fosse adatto a target così diversi ma ugualmente importanti? Abbiamo utilizzato un linguaggio semplice, chiaro e visivo:

  • Semplice e chiaro: questo perché doveva essere comprensibile sia al dirigente (attento alla lettura e alle informazioni, dato che doveva informarsi e capire se usufruire dei servizi GE.S.A.C.) sia al cittadino che, durante il pasto al self service, distrattamente finisce sul sito per curiosità, cercando di capire chi abbia preparato il suo piatto.
  • Visivo: Il che significa non solo parole, ma anche immagini e video.

Detto ciò, come è è stato possibile far conoscere gli operatori e le persone della cooperativa? Come dar loro il giusto risalto? Semplice, inserendo i loro volti e mostrando le mani (simbolo del fare, ma anche di accoglienza) di chi entra a contatto con i cittadini, richiamando due valori molto importanti: la trasparenza (i volti) e l’organizzazione (le mani) della cooperativa.

Il canale Youtube

Come dicevamo prima: far conoscere le persone. Nel caso di GE.S.A.C. non bastavano immagini e parole, ma solo il video avrebbe trasmesso la giusta empatica con l’utente. La scelta di Youtube è stata una diretta conseguenza: è la libreria video più grande al mondo.

Abbiamo realizzato delle interviste con alcune figure per dare un quadro generale sulla cooperativa.

Così, oltre ad intervistare chi in GE.S.A.C. ci lavora, abbiamo intervistato anche il direttore e un capo servizio, così da raccontare non solo la storia ma anche il punto di vista di chi gestisce e coordina le attività di una cooperativa sociale.

E con questo, abbiamo concluso anche la parte operativa. Ci siamo quasi, promesso! Rimane l’ultima fase…

5. Analisi dei risultati:

Infine, il momento dell’analisi.

La fase di analisi non poteva che partire dall’azienda, innanzitutto: era contenta del modo in cui la Ge.s.a.c. stava cominciando a comunicare. Gli stereotipi della cooperativa “tipo” non c’erano più? Erano le persone al centro del progetto?

Il primo a dover essere soddisfatto della propria comunicazione sei tu! Ti trovi a tuo agio con lo “stile di comunicazione” (meglio detto: Tono di Voce – argomento che approfondisco qui)? Oppure è “estraneo” rispetto al tuo modo di parlare?

Questo è il primo step.

Poi arrivano tutti gli altri!

Ovvio, l’analisi è un lavoro che – in ultimo – può fare solo l’azienda (e che noi possiamo solo supportare): stanno arrivando i risultati che ci avvicinano ai nostri obiettivi?

A quanto pare sì, dato che la cooperativa si è affidata a noi anche per altre attività come la comunicazione del delivery del self- service e dell’immagine visiva.

Nota: questo caso studio è stato elaborato per raccontare le diverse fasi del progetto ed è stato riassunto in alcuni punti… Vuoi leggere il caso studio completo? Clicca qui!

b. Colorificio Gazzera

Dai servizi ai prodotti!

Il secondo caso studio riguarda un’azienda di prodotti per la verniciatura.

Questa volta, anziché parlarti step per step il piano di comunicazione, te ne darò un riassunto. Per quale motivo?

Perché così tu possa avere uno schema diverso, più rivolto all’imprenditore che ci richiede un piano di comunicazione.

Iniziamo!

Il colorificio Gazzera, aveva un’esigenza ben precisa: due siti web.

Per quale motivo?

Come nel caso precedente, l’azienda aveva la necessità di rivolgersi a due target ben distinti:

  1. Le persone private e i professionisti che cercano informazioni sul colorificio (lo trovi qui) o sui loro prodotti;
  2. Professionisti e non, interessati a conoscere a tutti i corsi che periodicamente vengono organizzati dall’azienda.

Inoltre, all’interno del primo target, puoi notare come abbiamo raggruppato due buyer personas diverse – con lo stesso bisogno (conoscere il colorificio e i suoi prodotti) ma… sono in realtà molto diversi tra loro! Perciò abbiamo creato una sezione ad hoc per tutti quei prodotti a cui i privati potrebbero essere interessati, per dare loro qualche informazione e nel caso farli passare in negozio per l’acquisto.

Il secondo sito, 0ssia Accademica Gazzera (lo trovi qui) è stato creato con la finalità di far conoscere a tutti i corsi che periodicamente vengono organizzati dall’azienda per permettere a professionisti e non di migliorare le loro competenze tecniche con esperienze sul campo o più teoriche. Per questo motivo il sito è stato organizzato fondamentalmente attorno agli eventi: quelli passati, dove ognuno può rivedere i corsi passati con i loro rispettivi programmi per farsi un’idea e i prossimi eventi, dove informarsi e dove poter aderire.

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questo articolo, in cui abbiamo visto due piani di marketing diversi tra loro – uno per i servizi e uno per i prodotti.

Se vuoi approfondire l’argomento piani di marketing puoi leggere questi due articoli:

Ora ho davvero concluso. Ti ricordo che per altri contenuti come questo puoi leggere il nostro blog qui – in cui parliamo di (web) marketing e di comunicazione per aziende e liberi professionisti.

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